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Brindisi, 16 gennaio 2010 comunicato stampa BONIFICHE E SVILUPPO. E LE GARANZIE ?
Il dibattito sulle bonifiche si sta accendendo soprattutto per la vicenda collegata agli oneri delle stesse e su chi debba intervenire accollandoseli. Francamente, è difficile far ricadere i costi di bonifica, anche se solo in parte, con chi OGGI vorrebbe insediarsi nel nostro tessuto produttivo. Se chi ha avuto le colpe è già scappato via, figuriamoci se chi non le ha avute si veste da filantropo in danno dei propri interessi venendo a togliere a tutti le castagne dal fuoco. A questo punto c’è da chiedersi chi paga. Perché comunque il territorio ha avuto il suo danno ambientale e cercare di trovare mille scuse tra “i nuovi insediamenti non devono pagare” e “ ma in realtà non è che il sito sia proprio inquinato” piuttosto che “l’interventi di bonifica pretesi dal ministero sono assurdi” mi da proprio l’impressione che si stia scivolando sul quel classico scaricabarile tipico italiano utile per uscire da qualunque pantano. E questo certamente a Brindisi non deve ripetersi più. La “cordata” dei mugugnanti, dovrebbe, perlomeno, riconoscere il trattamento da “passeggiatrice” che è stato rifilato alla nostra città che, se oggi si trova in tale condizione, lo si deve ad un tessuto imprenditoriale che nella certezza dell’impunità ha indotto il territorio in tale situazione andandosene dopo averlo sfruttato sia sul piano ambientale che sul piano lavorativo, lasciando in mezzo alla strada le maestranze e le patate bollenti nelle mani delle Amministrazioni e, viste tali esperienze pregresse, ci auguriamo che almeno le aziende presenti, soprattutto quelle energetiche, vengano quanto prima messe anche loro davanti alle responsabilità in modo SERIO . Resterebbe da chiarire chi deve attuare le bonifiche. Riteniamo a questo punto che debbano essere le associazioni di categoria a cui aderivano le aziende procuratrici del danno a farsene carico dal momento che sono state esse, oggi come in passato, a farsi promotrici degli interessi dei propri associati. Credo che chi ha un ruolo “istituzionale” di rappresentanza debba assumersi gli onori di proporre ma anche gli oneri di farsi carico di garante di chi ha procurato un danno, non ha mantenuto gli impegni assunti, e , soprattutto, è andato via sgravandosi delle responsabilità. Facendo un piccolo paragone, Brindisi , a questo punto, dovrebbe comportarsi come un istituto di credito il quale nel concedere un mutuo a chi non ha garanzie le chiede al genitore al quale, per non farlo venire meno, gli dice “siamo certi che le garanzie le darà lei. Perché lei ha fiducia in suo figlio. O no? Perché , se non ha fiducia lei, per quale motivo la dovremmo dare noi ?” . Nella fattispecie, visti i precedenti, il credito che la nostra comunità dovrebbe concedere nei confronti di nuovi insediamenti dovrebbe essere ripagato da una garanzia reale delle associazioni di categoria di riferimento le quali dovranno farsi carico degli oneri derivanti dalle attività insediative qualora le stesse lasciassero il territorio dopo averlo danneggiato come avvenuto in passato. E questo sia dal punto di vista ambientale che lavorativo. Inoltre, alcuni mesi addietro, si ebbe notizia di un tavolo permanente sulla sicurezza dei luoghi di lavoro promosso dalla prefettura con sindacati e associazioni di categoria. Sarebbe opportuno indire anche incontri sul monitoraggio ambientale nei luoghi di lavoro visto le varie inchieste che si sono sviluppate nel corso degli anni .
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