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Ostuni, 17/01/2010 Il COMUNE DI OSTUNI PRESENTA RICORSO AL TAR PER FERMARE LE TRIVELLE
Il Ministero per l'Ambiente e quello per i Beni e le Attività Culturali acconsentono con Decreto VIA n. 1347 del 14/10/2009 (vedi notizia) le operazioni di ricerca preliminari atte a svolgere trivellazioni petrolifere nel nostro mare. Il Comune di Ostuni, unico fra i comuni interessati, ricorre alle vie legali per sventare il paventato pericolo che il nostro paesaggio costiero possa trasformarsi e recare gravissimi danni all'ecosistema marino e all'economia locale. La società inglese, nei fatti, ha aggirato la legislazione italiana che prevede una richiesta unica che autorizzi l' intervento, presentando invece 5 richieste con la stessa documentazione e ingannando la commissione che così si è espressa su 5 aree di 700 chilometri quadrati, piuttosto che su un'unica di 3500. In tal modo si viene a diminuire la lesione dei valori ambientali e paesaggistici. Nella ricerca di siti idonei al trivellamento, verrebbero usati i cosiddetti "air gun", cioè esplosioni sottomarine di aria compressa che creano perturbazioni acustiche, rivelanti la stratigrafia del fondale. Tali esplosioni, hanno influenza sui pesci e soprattutto sui cetacei, che perdono l'orientamento e spesso si insabbiano a riva, incapaci di tornare in mare aperto. G.R.
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