Brindisi, 06/10/2009 Gassopoli, 31 telefonate come prova d'accusa La prova di quel che ci sarebbe stato dietro l'iter delle autorizzazioni del rigassificatore si troverebbe nel contenuto di 31 telefonate e di tre conferenze (sempre via cavo) tra Italiani e Inglesi; i PM puntano sulle conversazioni per dimostrare in tribunale l'esistenza di informazioni "High confidential": mazzette più documenti falsi che hanno portato a giudizio l'ex sindaco Giovanni Antonino e l'imprenditore portuale Luca Scagliarini assieme ai dirigenti della British Gas... L'accusa ha anche chiesto l'acquisizione di una serie di verbali delle prove assunte nel corso del processo "tangentopoli": tra queste figurano le dichiarazioni rese dall'imprenditore Mario Salucci, le affermazioni di Luca Scagliarini e Giovanni Antonino, oltre a 35 testi fra i quali figurano quelli dei dirigenti dei Ministeri dell'Ambiente e delle Attività Produttive; Franco Tatò, ex amministratore delegato Enel (in un primo tempo in società con British Gas, N.d.A.), l'ex Presidente di Confindustria Brindisi, Massimo Ferrarese, in qualità di componente della società consortile AB Group, concepita per la gestione dei lavori di realizzazione del rigassificatore.
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